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giovedì 30 gennaio 2014

Tante idee carine per la tavola di San Valentino

Allestire una tavola in rosso senza che sembri Natale può non essere semplicissimo.

Vi inoltro qualche spunto per solleticare la fantasia mixando colori contrastanti o utilizzando alcune palette un po' meno usuali. Rifatevi gli occhi!






N



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venerdì 10 maggio 2013

La tavola e quelle piccole cose di ottmo gusto


Ci sono piccole cose che fanno un'enorme differenza. Quando parliamo di tavola questo risulta ancor più evidente. Personalmente ho in mente tre punti fondamentali:
1) Qualità
Nel cibo parlare di qualità del prodotto significa aver cura e rispetto dei propri ospiti e di noi stessi (leggèsi bon ton della tavola). In caso di budget limitato meglio ridurre la scelta e puntare sul gusto.
2) Creatività
Per quanto tradizionalista anche un palato abituato ai sapori più convenzionali apprezzerà accostamenti creativi se saprete metterci quel "tocco" tutto vostro, proprio quello che fa la differenza. Accosta significa anche far in modo che, se non gradito, il connubio possa dirsi sciolto in men che non si dica per gustare le pietanze al naturale senza dover avere per forza la lingua felpata.
3) Presentazione
In milanese si direbbe "un tuchelin de furmac" (grazie Mario! NdR) ovvero "un pezzettino di formaggio" ma presentato come si deve dico io. Guardate la foto e lasciatevi ispirare. Trovate il vostro piccolo tocco e tutto diverrà speciale,  anche un pezzettino di formaggio!

venerdì 5 aprile 2013

Mise en place colorate per riprenderci la primavera!

Ho voglia di nuovo, di colore, di allegria. Voi no?
Dunque ho deciso di invitare gli amici 
per far quattro chiacchierine e mettere qualcosa sotto i denti.
Mi lascio (e vi lascio) ispirare da quale mise en place divertente, 
senza badare troppo alla formalità della tavola 
ma per il sollazzo degli occhi e l'attenzione ai sorrisi.

Buon fine settimana a tutti!

Stylish blue

Deliziosamente creativa

Semplice e coloratissima

Raffinata ma informale

Neo-romantica

domenica 3 febbraio 2013

Come vuole il bon ton: really simple, really chic


Really simple, really chic

                                                                                                         photo by rylee hitchner

lunedì 23 aprile 2012

Le 7 regole d'oro per fare una cena a cinque stelle


Pubblicato: 23 apr 2012 da Barbara




  • L’attenzione nei confronti dell’ospite, che parte con la scelta degli invitati. Questi devono essere ben coordinati tra loro e ognuno deve conoscere almeno un’altro invitato
  • Il menu, che deve essere legato alla stagione e ancora meglio al territorio e infine ci vuole una tavola apparecchiata come si deve.
  • Seguire il modo giusto per disporre piatti e posate magari mixando i bicchieri nuovi con le ceramiche antiche o l’argenteria (vedi foto sopra).
  • Usate una tovaglia perfettamente stirata (tirate fuori la più bella che avete senza timore).
  • Fondamentale lo spirito della padrona di casa, che dovrà essere serena e rilassata.
  • Gli ospiti vanno accolti offrendo loro da bere, e animando il dialogo tra i commensali senza mai lasciarli soli.
  • Vietatissimo assentarsi per più di un quarto d’ora o peggio alzarsi da tavola se non strettamente necessario (il segreto anche qui è organizzarsi per tempo con l’aiuto di una persona di servizio oppure con un carrello portavivande).


  • Il lusso è un atteggiamento. Se volete organizzare una cena molto speciale e stupire i vostri ospiti più importanti non vi basterà un abito elegante o una pietanza ultraraffinata, il contesto è fondamentale e ci sono delle regole precise che se seguite, alzeranno di netto il livello della serata; sono i dogmi del bon ton contemporaneo, che abbiamo chiesto alla super esperta Giorgia Fantin Borghi alla lezione di galateo che abbiamo seguito al Four Seasons Hotel di Milano. Ecco a voi le regole d’oro per non sfigurare allora, perchè muoversi tranquilli e sereni nelle grandi occasioni significa conoscere quei comportamenti che vi faranno sentire a vostro agio anche con le persone più altolocate:
    E l’ospite? Anche lui/lei deve prepararsi un minimo, informandosi sugli interessi dei padroni di casa per alimentare così una conversazione sinceramente interessata; mentre sul modo di stare a tavola troverete molti preziosi suggerimenti di Giorgia, con gli articoli imperdibili su come lasciare le posate nel piatto e la deliziosa guida semiseria a come mangiare i cibi difficili.
    Leggete l'articolo originale su DeluxeBlog

    mercoledì 4 aprile 2012

    L'orologio nel piatto (ovvero la posizione delle posate quando si mangia)

    In fatto di buona educazione, come si sà, gli usi si modificano notevolmente con l'andare dei secoli. Abitudini ben radicate del secolo scorso sembrerebbero oggi, non solo un po' obsolete, ma addirittura completamente fuori luogo. 
    Nelle regole del galateo, materia quindi elastica e flessibile (al contrario di cerimoniale e protocollo), vi sono però alcune ragioni di fondo che ne identificano la nascita e l'utilizzo, sempre per un unico scopo: il miglioramento della cooperazione sociale e quindi della vita stessa, essendo noi non eremiti in luoghi sperduti e dimenticati, ma parte di un contesto che in qualche modo ci contiene.
    A questo proposito parliamo di "orologio nel piatto" ovvero di quelle regole della tavola che descrivono le corrette posizioni delle posate quando si mangia. 
    Nei trattati di galateo e bon ton si trova un po' di tutto, com'è lecito che sia, ma in realtà le norme esistono per alcune specifiche ragioni. Vediamo nel dettaglio.
    Posizione delle postate nel piatto - La pausa
    Se durante il pasto di vuole fare una pausa, ad esempio per bere, mangiare un po' di pane o servirsi di altro, e le posate sul piatto fossero due, ad esempio coltello e forchetta, la posizione corretta del coltello durante questo intervallo dovrebbe essere con il manico  appoggiato a destra, sul piatto, ad ore 16 con la lama rivolta verso il centro del piatto stesso. La forchetta invece dovrebbe essere posizionata con il manico appoggiato a sinistra ad ore 20, sempre sul piatto, con i rebbi (ovvero le punte) rivolti verso il basso a formare una sorta di piramide, accostandoli alla punta del coltello ma senza formare una X. Questo segnale convenzionale significa che non abbiamo terminato il nostro pasto ma che, per l'appunto, ci stiamo concedendo una pausa. 
    Posizione delle postate nel piatto - Fine pasto
    Per concludere il pasto entrambe le posate dovrebbero essere posizionate con il manico appoggiato al piatto ad ore 18,30: il coltello starà a destra con la lama all'interno e la forchetta a sinistra con rebbi rivolti verso l'alto. 
    La ragione del posizionare le posate ad ore 18,30 (e non ad ore 16,20 come comunemente si crede) sta nella possibilità di agevolare il cameriere, o chi ci aiuta in tavola, nello sbarazzo del piatto medesimo cosa che con il posizionamento ad ore 16,20 avverrebbe con meno facilità.  
    Il problema si porrebbe inoltre quando la posata da riporre fosse unica, un solo cucchiaio ad esempio. In questo caso se lo posizionassimo a destra, ad ore 16,20 anche solo per attendere qualche minuto prima di terminare la pietanza, il segnale risulterebbe ingannevole. 
    Da ricordare dunque di non appoggiare mai i manici delle posate sulla tovaglia perchè, come diceva la mia nonna Wanda, "Per le regole del galateo c'è sempre un perché". 

    lunedì 19 marzo 2012

    Festa del papà? Et voilà, la cravatta è servita!

    Oggi è la festa di tutti i papà, e allora perchè non farli sorridere preparando la tavola in modo allegro e curioso, allestendo il posto del nostro capofamiglia con la decorazione creata dal semplice tovagliolo, piegato in modo divertente, ovvero a forma di cravatta!

    Dedicato tutto a loro. Auguri!

    lunedì 6 giugno 2011

    Ladies rules: must know - Regola n.4 APPARECCHIARE LA TAVOLA

    Per la serie "ciò che una donna non può non sapere" continuiamo il nostro piccolo decalogo con la quarta regola basilare, indispensabile, essenziale per ognuna di noi, ovvero: preparare una tavola ben fatta anche in situazioni di particolare importanza.
    L'informalità ci è concessa spesso nella tavola di ogni giorno: un luogo magico, speciale, da allestire con i particolari che la creatività suggerisce per renderlo ogni volta gradevole ed affascinante perchè sia teatro di conversazioni stimolanti e racconti avvincenti.
    Una mise en place fantasiosa ed attraente elimina la monotonia anche dei giorni più uggiosi rallegrando il cuore alla sola sua vista preparando, di rimando, anche l'esperienza sensoriale del palato. 
    Vi sono occasioni in cui l'informalità però deve cedere il passo ad una rigorosa etichetta. 
    A questo punto, sarà molto meglio conoscere bene tutte le norme di rigore per evitare scivoloni di stile (o grasse risate!). Faremo tesoro di queste regolette per modificarle a nostro uso e consumo non appena le circostanze ce ne daranno il pretesto. Ecco dunque un mio velocissimo schema per l'allestimento di una  tavola formale. 
    • Forchette: vanno posizionate a sinistra del piatto. Cominciando dall'esterno troveremo quella da antipasto, quindi quella da pesce e da carne. 
    • Forchetta a destra solo quando: quando è l'unica posata presente sulla tavola oppure se se si tratta di una forchettina da ostriche o lumache.
    • Coltelli: vanno apparecchiati a destra. Quello da pesce si posizionerà più esterno, quello da carne, dotato di lama affilata, andrà invece vicino al piatto, rivolto verso l'interno.
    • Cucchiaio: da potage o da zuppa (il brodo si beve direttamente dall'apposita tazza). Andrà posizionato a destra, esternamente ai coltelli.
    • Bicchieri: l'apparecchiatura classica li vorrebbe con una disposizione obliqua al piatto. All'esterno avremo il bianco, poi il rosso quindi l'acqua.
    • Piattino pane: in alto a sinistra, corredato dell'apposito coltellino da burro, se previsto.
    • Posatine da dessert e frutta: (da servirsi in quest'ordine) posizionati ad ore 12 rispetto al piatto. Il coltello rimarrà sempre con la lama rivolta all'interno quindi le altre posatine andranno apparecchiate a salire. Se non ricordate il trucco per non sbagliare lato ai manici di queste posate CLICCATE QUI e andate a rileggerivi il post dedicato. 
    • Sale: piccola salierina, una per commensale, prevista perchè il bon ton non concederebbe di farne richiesta all'ospite
    • Tovagliolo: a sinistra, oppure a destra o anche sul piatto (posto di aver apparecchiato solo con il piano)  piegato in maniera molto semplice.

    Poche regolette da tenere sempre a mente per un tavola impeccabile ogni giorno!